Contenuto principale

UE - Direttiva e-Privacy

Questo sito utilizza cookies per gestire le autenticazioni, la navigazione, e per altre funzioni. Utilizzando il nostro sito accetti il fatto che possiamo caricare questo tipo di cookies nel tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy e Note Legali

Hai rifiutato i cookie. Puoi modificare questa decisione.

Hai permesso che i cookies siano salvati sul tuo supporto. Puoi modificare questa decisione.

Interpretare un climogramma. Livello 6: analisi del territorio e dell’influsso umano

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 

Tags: clima | climogramma | didattica | imparare | insegnare

Indicazioni

  1. Prerequisiti. Prima di procedere bisogna:
    1. aver superato i livelli precedenti (vedi la sezione intera)
    2. conoscere in modo approfondito il territorio in esame, nei suoi vari aspetti (fisici, umani, economici, politici, geopolitici)
    3. conoscere il livello di sviluppo umano e le prospettive.
    4. conoscere software specifici per la produzione di climogrammi
  2. Obiettivi (oltre ai precedenti): analizzare e presentare un territorio nei suoi vari aspetti; trarre informazioni sull'ambiente e sulle attività umane da grafici; individuare relazioni e connessioni con situazioni storiche, economiche, politiche e sociali; individuare le relazioni tra risorse ambientali e attività umane
  3. Modalità: costruire un climogramma con software specifico
  4. Difficoltà: molto alta
  5. Classe consigliata: triennio della scuola superiore

Procedura

Innanzitutto, occorre un software specifico per la creazione di climogrammi. Al momento, non conosco tale software, ma deve essere capace di creare climogrammi come il seguente, tratto da http://www.criea.it/SANTOPIETRO/130.html:

copia fig 130Clicca per ingrandire

 

L'immagine, ai sensi della normativa vigente, è utilizzata a scopo didattico ed è stata riprodotta con qualità inferiore all'originale.

 

L'immagine è un climogramma molto particolare (chiamato "diagramma ombrotermico di Gaussen"). Assomiglia a quelli prodotti in questo sito perché:

  1. riporta gli assi verticali (a sinistra delle precipitazioni, a destra delle temperature);
  2. riporta l'asse orizzontale dei mesi;
  3. riporta le temperature medie con una linea.

Differisce nell'area del grafico perché:

  1. le precipitazioni sono riportate non attraverso istogrammi, ma con un'altra linea;
  2. le aree intermedie tra le due linee sono colorate in due modi differenti: quando la linea delle precipitazioni supera quella delle temperature, con linee verticali; quando la linea delle precipitazioni è inferiore, con dei punti.

 

A che cosa serve un climogramma del genere? Esso serve ad esaminare e ad analizzare le caratteristiche del territorio non solo dal punto di vista climatico, ma anche biologico e di ecosistema (nonché a individuare l'impatto dell'uomo e delle attività umane su quell'ambiente). Andiamo con calma.

Analisi del clima

Leggiamo il testo dell'analisi del climogramma riportato in http://www.criea.it/SANTOPIETRO/130.html:

"Il clima, di tipo mediterraneo, è caratterizzato da una marcata siccità estiva che può protrarsi da aprile a settembre. Le precipitazioni medie annuali per il periodo 1931-1980 sono state di 556,6 mm. Nel periodo autunnale-invernale sono caduti mediamente 411,91 mm corrispondenti al 74% dell'ammontare totale, mentre nel periodo primaverile-estivo le piogge globalmente hanno rappresentato il restante 26% del valore globale, pari a 144,69 mm. Il quadro generale della piovosità rivela quindi che la piovosità è limitata e si realizza per gran parte in periodi lontani dalle esigenze di consumo della vegetazione, che toccano il valore più alto proprio nel periodo meno piovoso.

Le temperature medie annue presentano valori intorno a 15-16°C, con medie mensili minime di poco inferiori a 10°C e massime di ca 25°C nei mesi di luglio e agosto. I minimi assoluti inferiori a 0°C si raggiungono solo eccezionalmente.

In conclusione il clima del comprensorio di Santo Pietro può essere definito un clima di tipo mediterraneo-arido, con inverno mite e piovoso ed estate calda e asciutta."

Le parti in grassetto sono quelle che riguardano l'analisi del clima, così come abbiamo imparato a fare nei livelli precedenti. La novità è nella parte che non è in grassetto.

Analisi dell'ecosistema

La frase che prima non era in grassetto ("Il quadro generale della piovosità rivela quindi che la piovosità è limitata e si realizza per gran parte in periodi lontani dalle esigenze di consumo della vegetazione, che toccano il valore più alto proprio nel periodo meno piovoso.") è quella che più ci interessa in questo articolo: un diagramma ombrotermico di Gaussen, infatti, offre la possibilità di analizzare le capacità dell'ambiente dal punto di vista della vegetazione (e quindi anche della fauna).

In parole semplici, il climogramma di Caltagirone mostra che nei mesi estivi le temperature sono molto alte e le precipitazioni molto basse (analizza, in termini tecnici, l'evapotraspirazione). Questo provoca aridità nel suolo nel periodo in cui la vegetazione, a causa delle temperature, ha bisogno di una maggiore irrigazione. Il clima di Caltagirone, pertanto, mostra che l'ecosistema deve essere in grado di resistere a lunghi periodi di siccità con picchi di temperature rilevanti. E' logico supporre che Caltagirone ospita una flora di tipo marcatamente mediterraneo (macchia mediterranea) con tendenza all'inaridimento (steppa o simili). Conclusione: il climogramma ci aiuta anche a collegarci con l'ecosistema della città che esaminiamo (vedi la sezione "Ecosistemi").

Analisi dell'impatto umano

In una zona come quella di Caltagirone, l'impatto umano può sconvolgere l'ecosistema: se l'uomo dovesse sfruttare intensamente il territorio con coltivazioni che hanno bisogno di molta acqua durante il periodo estivo, accelelerebbe il processo di inaridimento (e quindi di desertificazione). Ecco quindi che il climogramma costruito secondo la grafica proposta sopra serve anche a prevedere le prospettive (il "futuro") di un territorio, soprattutto se tale territorio incontra l'uomo. Lo stesso si dica per le attività industriali e commerciali. Ecco perché i climogrammi di questo genere vengono utilizzati spesso da architetti, ingegneri e progettatori per redigere il VIA (un documento per la "valutazione dell'impatto ambientale" di un'attività economica): prima di autorizzare un nuovo grande impianto agricolo, industriale, infrastrutturale (aeroporto, autostrada o altro) si analizza un climogramma complesso per individuare i punti di forza e di debolezza del territorio. Se il climogramma mostra che il territorio non può ospitare la proposta economica, non dovrebbe essere concesso il VIA.

Analisi delle prospettive future

Quanto appena detto, ovviamente, sfocia nello studio della geografia "futura". L'esame del clima integrato con lo studio dell'ecosistema serve proprio ad esaminare come il territorio è e come sarà o potrebbe essere se l'uomo interviene o se l'uomo non interviene. Infatti, non necessariamente il climogramma viene redatto per una nuova attività economica: si può costruire un climogramma del genere per studiare un territorio ed impedire che esso degeneri. Ad esempio, il climogramma riportato è tratto dal sito del Centro Regionale di INformazione ed Educazione Ambientale, che lo avrà redatto per individuare le modalità per preservare il Bosco di Santopietro, a cui il climogramma si riferisce. Quindi, lo scopo è prettamente ambientale e di tutela.

 

Spero che la serie di articoli di didattica sui climogrammi siano riusciti a mostrare e dimostrare che i climogrammi sono grafici eccezionali, che possono aiutare a comprendere tanti aspetti della geografia (intesa come interazione tra ambiente e uomo).