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Come interpretare il grafico dei settori produttivi: prima lettura

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Tags: areogramma | didattica | economia | imparare | insegnare | settore primario | settore secondario | settore terziario | settori economici

Interpretare un grafico dei settori economici è apparentemente facile. Al contrario, ci sono alcuni elementi che possono portare a degli errori di lettura e comprensione. Segui questa guida.

  1. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: prima lettura (questo articolo)
  2. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi agricoli
  3. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi in via di sviluppo
  4. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi post-industriali
  5. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: da Paese industriale a Paese post-industriale
  6. Come confrontare due grafici dei settori produttivi di Paesi o periodi diversi

Altri grafici

Questa è la sezione in cui puoi trovare tutti i grafici dei settori produttivi (Italia, Europa, continenti extraeuropei)

Prima lettura

Innanzitutto, dobbiamo prendere un grafico (è più corretto definirlo "areogramma") e capire come è composto. Prendiamo come esempio il grafico dell'Abruzzo.

Abruzzo-settori-ridClicca per ingrandire

Possiamo osservare che il grafico è composto da tre parti:

  1. la prima (in questo caso in verde) rappresenta la percentuale di impiegati nel settore primario (attenzione: non solo nell'agricoltura, ma anche nell'allevamento, nella pesca e nelle attività legate alla superficie boschiva);
  2. la seconda (in rosso granata) rappresenta la percentuale di impiegati nel settore secondario (artigianato e industria);
  3. la terza rappresenta la percentuale di impiegati nel settore terziario (servizi, turismo, terziario avanzato...).

Sembra naturale, ma è il caso di dirlo: l'areogramma dei settori deve necessariamente avere tre spicchi, né uno in più, né uno in meno. E' vero che esiste il settore terziario avanzato, detto anche quaternario, ma esso viene ancora incluso nel settore terziario (è difficile distinguerlo da quest'ultimo).

Infine, nei grafici pubblicati in questo sito, tra parentesi in alto (vicino al nome della regione o dello Stato), è indicato l'anno a cui si riferiscono i dati delle percentuali.