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Come interpretare il grafico dei settori produttivi: da Paese industriale a Paese post-industriale

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Tags: areogramma | didattica | economia | imparare | insegnare | settore primario | settore secondario | settore terziario | settori economici

Interpretare un grafico dei settori economici è apparentemente facile. Al contrario, ci sono alcuni elementi che possono portare a degli errori di lettura e comprensione. Segui questa guida.

  1. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: prima lettura
  2. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi agricoli
  3. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi in via di sviluppo
  4. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: Paesi post-industriali
  5. Come interpretare il grafico dei settori produttivi: da Paese industriale a Paese post-industriale (questo articolo)
  6. Come confrontare due grafici dei settori produttivi di Paesi o periodi diversi

Altri grafici

Questa è la sezione in cui puoi trovare tutti i grafici dei settori economici (Italia, Europa, continenti extraeuropei)

Osservare le modificazioni nel tempo: crescita economica

L'immagine animata qui in basso mostra la situazione dell'Italia nel periodo 1965-2005, cioè in occasione di un periodo di crescita economica.

anigif1965Clicca per ingrandire

Facendo ricorso alle guide (i link sono all'inizio di questo articolo), possiamo dedurre che:

  1. nel 1965 l'Italia presenta una situazione tipica di un Paese ad economia industriale, con una agricoltura non ancora meccanizzata e con una situazione in divenire: una trasformazione da un Paese agricolo verso uno industriale;
  2. 10 anni dopo, la situazione è già diversa e mostra la trasformazione verso una economia sempre più meccanizzata e industrializzata;
  3. nel 1985, appena 20 anni dopo, l'Italia è già diventato un Paese post-industriale;
  4. nei decenni successivi, si ha una ulteriore contrazione della manodopera agricola a favore del terziario (anche la manodopera industriale si va sempre più riducendo);
  5. nel 2005, tre anni prima dell'attuale crisi economica, e nel 2010, l'Italia presenta il tipico profilo di uno Stato post-industriale.

Osservare le modificazioni nel tempo: crisi economica

Il grafico animato successivo mostra, invece, il dettaglio della situazione di questi ultimi anni.

anigif2006postClicca per ingrandire

Come sappiamo, dal 2008 è in atto una crisi economica globale che, in Italia, ha avuto effetti molto più forti. Dal 2008 il PIL è in continua decrescita e questo ha portato alla cassa integrazione di molto dipendenti e quindi al licenziamento.  Si può osservare che la percentuale di dipendenti del settore agricolo è sempre in calo, ma con variazioni annue in più o in meno; ciò avviene anche nel settore secondario e terziario.

Si tratta di piccole variazioni che però vogliono rendere l'idea: in tempi di crisi economica si può assistere a variazioni nella distribuzione della popolazione lavorativa, variazioni che alterano l'andamento tipico precedente. Se fino al 2005 l'Italia stava tendendo verso un grafico tipico degli Stati post-industriali, in questi ultimi anni la crisi ha messo in discussione lo sviluppo economico, portando a scelte che hanno ridotto la meccanizzazione (aumenta il numero dei dipendenti agricoli perché la meccanizzazione costa e le aziende non possono sopportare tali spese a causa dell'aumento delle tasse o della diminuzione degli introiti).