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Banche, Borsa, Finanza

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Tags: confronto | Prima Rivoluzione Industriale | rivoluzioni industriali | storia economica | Terza Rivoluzione Industriale

Le banche esistevano già dal Basso Medioevo, quindi non sono un'invenzione dell'epoca moderna. Tuttavia, l'industrializzazione amplifica il fenomeno e ne consente lo sviluppo.

Nella I Rivoluzione Industriale gli imprenditori, bisognosi di denaro per finanziare l'acquisto delle nuove macchine, chiedono prestiti sempre più grandi alle banche, che cominciano a crescere e a moltiplicarsi (escludendo l'Inghilterra, è proprio l'intervento dello Stato che genera enormi flussi di denaro).

Nella II Rivoluzione Industriale, le imprese crescono di dimensione e hanno bisogno di enormi quantità di capitali per l'innovaizone o la produzione. Pertanto, i flussi di capitale aumentano e anche le forme di investimento cambiano e si adeguano: le banche diventano sempre più grandi, le Borse sempre più importanti. Dagli inizi del Novecento, specialmente negli USA, anche i normali cittadini incominciano ad investire in Borsa (con effetti positivi e negativi: si pensi alla grande Crisi del 1929).

Nella III Rivoluzione Industriale la Borsa valori è il posto in cui tutti possono acquistare titoli (grazie alla Rete è possibile trasferire denaro virtualmente). La velocità dei trasferimenti impedisce il controllo dello Stato sul denaro in entrata e uscita: lo Stato viene delegittimato. Molti titoli tecnologici si sono svalutati, mentre cresce il potere delle multinazionali (società che deve avere almeno stabilimenti almeno in 6 paesi; le più importanti sono solo 500). Oggi, a proposito di banche, si parla anche di finanziarizzazione: gli acquisti non vengono fatti più in contanti, ma attraverso finanziamenti rateali: ognuno acquista il bene desiderato (anche molto costoso) e lo paga ogni mese con una rata (addebitata sul conto corrente bancario o direttamente in busta paga). Questo avviene per comprare una casa (mutuo) oppure per acquistare beni di qualsiasi tipo (finanziamento).