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Le rivoluzioni liberali del 1820-21: analisi dei gruppi politici

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Tags: 1820 | 1821 | conservatori | liberali | reazionari | rivoluzionari | rivoluzione liberale

Questa è la prima scheda di analisi dei moti rivoluzionari della prima metà dell'Ottocento. Lo stesso schema è utilizzato per le seguenti schede:

Scheda di analisi delle rivoluzioni del 1820-21 (in base ai movimenti politici)

 

Reazionari

Conservatori

Liberali

Rivoluzionari

Quali sono i principali movimenti di riferimento?

I governi reazionari di Austria, Prussia, Russia e Inghilterra, tramite il Congresso di Vienna, ridisegnarono la politica europea.

I governi divennero conservatori della realtà europea cambiata secondo i principi reazionari dal Congresso.

Le idee innovatrici dei liberali non potevano essere liberamente manifestate in pubblico.

Le idee rivoluzionarie non potevano essere liberamente manifestate in pubblico. Conseguentemente a questa negata libertà di pensiero, che i governi conservatori impedivano con la forza, i rivoluzionari decisero di organizzarsi in società segrete. I cospiratori, dopo aver riunito liberali e patrioti e averli educati alla propria ideologia, si mossero contro i Restauratori. In Italia, questa società segreta prendeva il nome di Carboneria.

Quali sono i principali personaggi/pensatori di riferimento? Metternich, al servizio dei sovrani d’Austria, fu un grande conservatore, che mantenne i suoi principi di equilibrio proprio mentre la ribellione dei patrioti stava per abbattere l’ordine degli Stati europei.

Talleyrand, restauratore della monarchia francese, divenne famoso per le sue capacità diplomatiche. Egli infatti sosteneva di non rappresentare un popolo sconfitto, ma il legittimo re di Francia, anch’egli nemico e vittima di Napoleone Bonaparte.  

Tra i grandi pensatori liberali ricordiamo Alexis de Tocqueville, e Benjamin Constant. Quest’ultimo, in particolare, ha ben sintetizzato i principi universali del liberalismo in un’opera, tratta da un discorso pronunciato all’ateneo di Parigi nel 1819.

In Italia, ricordiamo Federico Confalonieri, Pietro Maroncelli e Silvio Pellico

In America latina, ricordiamo grandi uomini quali Simon Bolivar e José de San Martin.     

Quali sono i princìpi alla base del loro pensiero culturale, politico, sociale?

I governi, durante il Congresso di Vienna, ridisegnarono la politica europea seguendo i principi di legittimità ed equilibrio, secondo i quali i troni dovevano tornare ai vecchi regnanti destituiti dalla campagna napoleonica,  e nessuna Nazione sarebbe stata capace di prevalere su di un’altra, evitando così lo scoppio di nuove guerre. Seguirono, inoltre, i principi dell’ancien régime (ovvero una monarchia di tipo assolutistico), che con la Rivoluzione Francese e l’espansionismo napoleonico si erano andati dissolvendo in tutta l’Europa.

Metternich sosteneva che le singole parti della Germania volevano e dovevano rimanere quello che la storia ne aveva fatto, distinte fra loro e tuttavia tutte tedesche, costituenti un corpo organico articolato secondo i principi del federalismo nel cuore dell’Europa, di cui l’Austria fosse il centro propulsore, custode insieme dell’identità germanica, romana ed europea, contro i pericolosi influssi che erano venuti dall’Inghilterra passando attraverso la Francia.

La suddivisione in Stati e staterelli di Germania e Italia, governate per la quasi totalità dall’Austria, non rifletteva le vere aspirazioni nazionali di ogni popolo, e questo turbò non poco i patrioti. Essi, insieme ai borghesi liberali, cominciarono a desiderare la libertà di parola, pensiero e stampa, il principio di indipendenza, la rappresentanza politica nei governi e ancora libertà di commercio, libertà di chiedevano di accedere alle cariche pubbliche, all’istruzione e alla gestione dello Stato.

Quali obiettivi vogliono perseguire?

Mirarono al raggiungimento di una situazione simile a quella presente prima della Rivoluzione Francese. Questo cambiamento secondo principi reazionari di legittimità ed equilibrio prende il nome di Restaurazione.

I patrioti liberali miravano al raggiungimento dei loro obiettivi tramite una Costituzione scritta, nella quale sarebbero stati espressi i diritti dei cittadini e il fondamentale diritto di voto per eleggere i deputati nei Parlamenti.

Nei Paesi frammentati, come l’Italia, l’obiettivo liberale della Costituzione si saldò con le lotte per l’indipendenza. Nonostante questo, però, all’interno dei movimenti liberali stessi, c’era chi riteneva che fosse il diritto di voto la vera conquista, e questo gruppo si suddivideva fra chi sosteneva un diritto di voto a suffragio ristretto e chi a suffragio universale.

Quali azioni mettono in campo per conseguire gli obiettivi? .

Le idee innovatrici dei liberali non potevano essere liberamente manifestate in pubblico.

I liberali tentano di ottenere la Costituzione.

Il primo moto ci fu l’1 gennaio 1820 a Cadice (Spagna), quando dei militari spagnoli si ribellarono contro la corte spagnola. Nello stesso anno l’insurrezione si diffuse anche in Italia.

Nel marzo del 1821, la Grecia insorse contro l’occupazione ottomana.

Per secoli la Spagna e il Portogallo avevano sfruttato i grandi territori dell’America latina, dove si era sviluppata la colta borghesia dei creoli. Essi, come i meticci e gli indios, furono insofferenti al malessere dovuto alla politica oppressiva degli stati europei, e tra il 1810 e il 1825 scatenarono delle ribellioni.

Quali risultati ottengono? (Esame per singoli Stati)

Nella quasi totalità dei regni d’ Italia, ci furono solo rivolte, senza alcun esito concreto. A Napoli, dopo tre mesi di resistenza, il re Ferdinando I di Borbone fu costretto a concedere una Costituzione, formando così il primo governo costituzionale d’Italia. Lo stesso accadde in Piemonte, dove il re Vittorio Emanuele I, contrario, abdicò a favore del fratello assente. 

Nonostante l’opposizione della Santa Alleanza, la Grecia riesce ugualmente ad ottenere l’indipendenza dall’occupazione straniera.

I liberali, in America latina, riuscirono a liberare il Venezuela, la Bolivia, la Colombia, l’Ecuador, il Perù (guidati da Bolivar), e il Cile (guidati da San Martin). Infine, nel 1825, il Portogallo concesse pacificamente l’indipendenza al Brasile. Raggiunta la libertà dei vari Paesi, il Sudamerica si sganciò dal controllo politico europeo.     

Se falliscono, quali sono le cause che impediscono di ottenere i risultati desiderati?

In America Latina, Spagna e Portogallo non riescono a mantenere il controllo politico coloniale perché messi a dura prova dalle armate liberali di Bolivar e De San Martin, numericamente più forti.

L’occupazione turca della Grecia si ritrovò a contrastare forze di ribellione civile che ebbero la capacità di sfruttare un momento di crisi per l’Impero Ottomano.

I liberali e le società segrete, in tutta Europa, non ricevettero l’appoggio della popolazione.

Cronologia degli eventi

Data

Stato

Evento

Conseguenza/Risultati ottenuti

1814-1815

Austria

Congresso di Vienna

Restaurazione della politica europea secondo i principi dell’Ancien Régime.

Novembre 1815

Austria, Prussia e Russia

Firma di una patto politico e militare (Santa Alleanza), che impegnava i tre sovrani a offrirsi reciprocamente aiuto qualora fosse scoppiata una ribellione. Vi si unirono anche Inghilterra e Francia, ma in seguito se ne distaccarono.

Qualora si fosse verificata una circostanza di bisogno i tre Stati potevano contare sull’aiuto degli altri partecipanti al patto. 

1 gennaio 1820

Spagna, Cadice

A Cadice si ribellarono dei militari spagnoli contro la Corte. La rivolta si estende a tutte le guarnigioni militari.

Il re emana la Costituzione per sedare la rivolta, ma la ritirerà poco dopo.

1 luglio 1820

Italia

I moti insurrezionali scoppiarono anche in Italia.

Furono solo rivolte, non si ottennero risultati concreti. Le Costituzioni emanate, poche e sporadiche, vennero in poco tempo annullate.

Marzo 1821-29

Grecia

Scoppio dei moti liberali in Grecia contro l’Impero Ottomano.

Liberazione della Grecia dal controllo straniero nel 1829 (la liberazione è conseguita anche per l’intervento e il contributo di tanti liberali e rivoluzionari europei, giunti in Grecia per solidarietà e per iniziare da lì un movimento di liberazione generale).

1810-25

America Latina

I liberali scatenarono delle ribellioni guidati da grandi uomini quali Simon Bolivar e José de San Martin.

Riuscirono a liberare il Venezuela, la Bolivia, la Colombia, l’Ecuador, il Perù (guidati da Bolivar), e il Cile (guidati da San Martin). Infine, nel 1825, il Portogallo concesse pacificamente l’indipendenza al Brasile. Raggiunta la libertà dei vari Paesi, il Sudamerica si sganciò dal controllo politico europeo.