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Le rivoluzioni liberali del 1830-31: analisi dei gruppi politici

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Tags: 1830 | 1831 | conservatori | liberali | reazionari | rivoluzionari | rivoluzione liberale | tundra

Questa è la seconda scheda di analisi dei moti rivoluzionari della prima metà dell'Ottocento. Lo stesso schema è utilizzato per le seguenti schede:

Scheda di analisi delle rivoluzioni del 1830-31 (in base ai movimenti politici)

 

Reazionari

Conservatori

Liberali

Rivoluzionari

Quali sono i principali movimenti di riferimento?

Non esiste un movimento di riferimento, ma reazionari e conservatori si sono coalizzati tra di loro nella Santa Alleanza (alleanza militare e politica).

Non ci sono movimenti di riferimento. I liberali tuttavia si organizzano e si riuniscono in privato, nelle case dei principali rappresentanti (salotti). Questi saranno i primi nuclei di uomini che poi formeranno i primi partiti liberali.

Dopo il fallimento della Carboneria, i rivoluzionari si riorganizzano, soprattutto attorno a due movimenti:

  • Giovine Italia (fondata da Mazzini, di stampo repubblicano)
  • Giovine Europa (fondata da Mazzini, simile al movimento precedente ma aperto a tutta l'Europa per una relazione tra i movimenti rivoluzionari di ogni Stato, per contrastare la forte azione repressiva della Santa Alleanza).
Quali sono i principali personaggi/pensatori di riferimento? Metternich rimane uno dei principali personaggi di riferimento.

Carlo X, re di Francia, durante la rivolta del 1830, si sposta su posizioni reazionarie e non solo si oppone alla richiesta di riforme liberali, ma revoca alcuni diritti già riconosciuti (libertà di stampa e ulteriore privazione di diritti a borghesi e ceti popolari).

Carlo X, re di Francia, è conservatore. Durante la rivolta del 1830, si sposta su posizioni reazionarie.

Il re Luigi Filippo d'Orleans, successore di Carlo X, sarà sprannominato Filippo Egalité per la sua iniziale adesione ai valori della Rivoluzione Francese. In una prima fase, il re riconosce i diritti della borghesia, concede la Costituzione (abbandonando la monarchia assoluta e ripristinando la monarchia costituzionale), sostiene la borghesia industriale e si distacca dalla Santa Alleanza. Si dichiara "re dei Francesi" invece che "re di Francia" (sottolineando che è re di un popolo e non di un territorio).

Il principale personaggio di riferimento è Giuseppe Mazzini. Al suo movimento aderiscono molti personaggi. In particolare ricordiamo Giuseppe Garibaldi ei fratelli Bandiera. Il movimento riceverà ulteriori contributi negli anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta.

Quali sono i princìpi alla base del loro pensiero culturale, politico, sociale?

I principi alla base del pensiero di reazionari e conservatori rimangono quelli della Restaurazione e della repressione, della legittimità e dell'equilibrio (vedi scheda precedente).

 

Il principio-base dei liberali rimane la libertà, da declinare nelle sue varie forme: libertà di pensiero, libertà di parola, libertà di corrispondenza, libertà di impresa, libertà di commercio...

I principi fondamentali dei rivoluzionari sono gli altri due della Rivoluzione Francese: uguaglianza e fratellanza. L'uguaglianza pone le premesse per la richiesta di un governo di tipo repubblicano-democratico; la fratellanza porta invece ad un sentimento di solidarietà tra le varie componenti sociali (contadini, operai, piccola borghesia), un sentimento che si oppone all'intraprendenza della media e alta borghesia (che tende alla concorrenza economica, alla supremazia, all'eliminazione dell'altro).
Quali obiettivi vogliono perseguire?

L'obiettivo è evitare qualsiasi rottura dell'equilibrio stabilito durante il Congresso di Vienna.

I liberali, dopo il fallimento dei moti del 1820-21, modificano i propri principi. Poiché i re non hanno voluto rinunciare all'assolutismo, né hanno voluto concedere le Costituzioni (oppure le hanno concesse e poi ritirate, come in Spagna), essi assorbono alcune idee rivoluzionarie e cominciano a chiedere l'unità (negli Stati in cui essa non è riconosciuta o è impedita) e l'indipendenza (negli stessi Stati). Ove, invece, unità e indipendenza sono già realtà, i liberali chiedono con più forza la Costituzione (come in Francia), alleandosi con altri ceti (in particolare con il popolo).

Continuano a chiedere l'abolizione o la diminuzione delle tasse (ad esempio quelle doganali) per favorire la crescita degli scambi commerciali.

I rivoluzionari chiedono un radicale cambiamento dell'organizzazione dello Stato: poiché la responsabilità della crisi sociale ed economica è soprattutto del re, chiedono che si passi dalla monarchia (assoluta) alla forma democratica, con il governo diretto del popolo. Ciò richiede che i rivoluzionari portino avanti un progetto di "educazione del popolo": per conquistare la propria libertà bisogna conoscere che cosa significano libertà, autonomia, indipendenza.

In Italia e in Germania, i rivoluzionari vogliono conseguire l'unità nazionale, impedita dagli Stati reazionari.

In questi stessi Stati e in altri territori sottomessi (soprattutto in quelli slavi, appartenenti all'impero austriaco e a quello russo), i rivoluzionari chiedono l'indipendenza e l'autonomia.

Quali azioni mettono in campo per conseguire gli obiettivi? I reazionari e conservatori negano qualsiasi tipo di riforma e di apertura alle novità. In caso di rivolte e rivoluzioni, utilizzano metodi repressivi e violenti, senza tutela di diritti (che in realtà non erano riconosciuti).

Consapevoli della debolezza del proprio ceto rispetto all'aristocrazia, visto quanto accaduto nel 1820-21, i liberali si alleano con il popolo per rafforzarsi e costringere il re a concedere la Costituzione. L'alleanza con i ceti popolari (contadini e operai) è resa più solida dalle carestie e dalle crisi economiche che si verificano in quegli anni (1830-32) e che provocano disagi e proteste popolari.

Una volta ottenuta la Costituzione, i liberali non hanno più l'interesse di mantenere l'alleanza con i ceti popolari.

I rivoluzionari organizzano vari moti rivoluzionari.

  • In Francia si alleano con i liberali.
  • In Belgio lottano contro gli olandesi per l'autonomia e l'indipendenza.
  • In Polonia, Germania e Italia lottano per l'indipendenza e l'unità. In particolare, in Italia ricordiamo i tentativi rivoluzionari del 1830-31 (Modena), del 1834 (Genova), del 1844 (Calabria).
Quali risultati ottengono? (Esame per singoli Stati)

Generalmente reazionari e conservatori riescono a vincere ovunque. In particolare, era interessa di Austria e Russia evitare qualsiasi compromesso in Polonia e in Germania: concedere alcune libertà o autonomie avrebbe comportato l'estensione di queste garanzie anche ad altri territori, con un movimento a catena sull'intero territorio imperiale.

In Francia e in Belgio si ottengono i risultati desiderati: oltre alla monarchia costituzionale o all'indipendenza, si riesce a ottenere una partecipazione alla guida politica del Paese e quindi si avvia una fase di industrializzazione (in concorrenza con l'Inghilterra). Lo Stato avvia la costruzione di ferrovie e di porti, strade...

I rivoluzionari non ottengono nessun risultato in nessuno Stato d'Europa. Tutti i moti rivoluzionari falliscono. I risultati ottenuti in Francia e in Belgio sono classificabili più come "liberali" che "rivoluzionari".

Se falliscono, quali sono le cause che impediscono di ottenere i risultati desiderati? Reazionari e conservatori sono sconfitti in due luoghi: in Francia a causa della vasta alleanza che si viene a creare tra borghesi e popolo; in Belgio a causa dei contrasti politici all'interno della Santa Alleanza (i componenti non erano concordi nel conservare la situazione stabilita durante il Congresso di Vienna).

I liberali italiani, tedeschi e polacchi non riescono ad ottenere risultati per due cause: la forza della Santa Alleanza nell'Europa centrale e orientale; la debolezza dei rivoluzionari, scarsamente coesi nei territori che si ribellano o tra i vari movimenti nazionali.

Il fallimento dei moti rivoluzionari è dovuto a diverse cause: alla forza della Santa Alleanza, allo scarso numero di uomini coinvolti nelle rivolte, alla scarsa adesione dei ceti popolari, alla mancanza di coesione tra i vari gruppi delle diverse nazioni.

Non si può nascondere che le richieste dei rivoluzionari sono troppo avanzate e radicali anche per i liberali più illuminati, che pertanto si oppongono e collaborano alla repressione dei moti.

Cronologia degli eventi

Data

Stato

Evento

Conseguenza/Risultati ottenuti

1830-1832

Europa

Crisi economica

Rivolte popolari.

1830

Francia

Il popolo si solleva, Carlo X fugge e Luigi Filippo d’Orleans diviene re "dei Francesi"

Monarchia costituzionale. I borghesi partecipano al potere

1830-1831

Polonia, Germania, Italia

Tentativi di rivolte (in Italia a Modena, sotto la guida di Ciro Menotti)

Tutti i tentativi vengono repressi dalla Santa Alleanza

1830-1831

Belgio

I Belgi vogliono l'indipendenza dai Paesi Bassi

Il Belgio ottiene l'indipendenza e l'autonomia
1834 Italia Rivolta mazziniana a Genova La rivolta fallisce
1844 Italia Rivolta mazziniana in Romagna e Calabria In Calabria muoiono i fratelli Bandiera. Entrambe le rivolte falliscono