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Dalla Prima alla Seconda Guerra d'Indipendenza

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Tags: Ottocento | Risorgimento | storia italiana | unità italiana

Questa è la quarta scheda di analisi redatta secondo questo schema. Riguardo ai moti rivoluzionari della prima metà dell'Ottocento, vedi i seguenti link:

Obiettivo di questa scheda

Non è obiettivo di questa scheda esaminare tutti gli eventi del periodo 1849-1861. Nella tabella troverai dei cenni che sono approfonditi dal tuo libro di testo o da altri siti. La tabella vuole solamente far comprendere le componenti politiche alla base degli eventi.

Scheda di analisi del periodo 1849-1861 (in base ai movimenti politici)

Reazionari

Conservatori

Liberali

Rivoluzionari

Quali sono i principali movimenti di riferimento? Leggi le schede precedenti consigliate sopra
Quali sono i principali personaggi/pensatori di riferimento? Francesco Giuseppe I (imperatore dell’impero asburgico, ossia dell’Austria)

Ferdinando II (sovrano borbonico del Regno delle Due Sicilie)

Napoleone III (imperatore di Francia)

Leone XIII (papa prima liberale, poi conservatore, infine reazionario)

Altri protagonisti sono elencati in questo articolo.

Vittorio Emanuele II (re di Sardegna dal 1849)

Cavour (prima ministro, poi Presidente del Consiglio del regno di Sardegna)

Altri protagonisti sono elencati in questo articolo.

Mazzini (democratico, fondatore della Giovine Italia e della Giovine Europa)

Garibaldi (democratico, mazziniano)

Altri protagonisti sono elencati in questo articolo.

Quali obiettivi vogliono perseguire? Regno di Napoli: lasciare tutto immutato, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista politico (a vantaggio dell'aristocrazia e dei signori locali).

Francia: attraverso l'alleanza con il Piemonte, sostituirsi all'Austria nel predominio in Italia (conquistando alcune regioni dell'Italia centrale) e ridimensionare la potenza austriaca nel continente europeo

Savoia: unificare il Nord Italia sotto la corona sabauda

Territori dell'Italia centrale: raggiungere l'indipendenza e l'unità
Quali azioni mettono in campo per conseguire gli obiettivi?

Gli eventi sono disposti secondo questo ordine:

  • prima in ordine cronologico (dall'alto in basso);
  • all'interno dell'ordine cronologico, in base ai movimenti politici (da sinistra a destra)

 

 

 

 

 

 

 

Vittorio Emanuele II (1849) non revoca lo Statuto albertino e consente una politica liberale e di riforme.

Cavour (dal 1851) si inserisce in questo contesto e permette una serie di azioni riformatrici secondo la "politica del carciofo":

  • riforme agricole per modernizzare la produzione piemontese;
  • riforme industriali per consentire una apertura del mercato piemontese ai prodotti stranieri ma soprattutto per favorire l'esportazione;
  • riforme strutturali: costruzione di porti, strade, ferrovie...
  • riforme sociali: miglioramento dell'amministrazione, ridimensionamento del potere della Chiesa, incentivi alla borghesia e alle classi produttrici
  • alleanze internazionali: partecipazione alla guerra di Crimea (1854-56) e inserimento del Piemonte nel contesto internazionale; patti segreti di Plombières con la Francia di Napoleone III (con implicito appoggio dell'Inghilterra in direzione di una riorganizzazione dei territori italiani in funzione antiaustriaca).

Attenzione: gli accordi di Plombières prevedevano due aspetti:

  • la guerra doveva essere difensiva (il Piemonte doveva essere attaccato);
  • il Piemonte avrebbe ottenuto i territori del Nord Italia; alla Francia dovevano andare i territori dell'Italia centrale.
Aprile 1859: l'Austria cade nel tranello e dichiara guerra al Piemonte. La Francia interviene a fianco del Piemonte. L'esercito sabaudo ottiene vittorie. Garibaldi guida i Cacciatori delle Alpi e libera le città subalpine.
Emilia e Toscana si sollevano, cacciano i governanti e chiedono l'annessione al Piemonte.
Napoleone comprende che la situazione si complica e che i vantaggi territoriali sperati non saranno ottenuti e firma l'Armistizio di Villafranca senza consultare Cavour. Cavour si dimette in segno di protesta.
L'alleanza franco-piemontese viene mantenuta con la cessione della Lombardia al Piemonte in cambio di Nizza e dellaSavoia (attuale regione francese al di là delle Alpi).
 
I democratici sono delusi per la cessione dei territori a Napoleone (Garibaldi nacque a Nizza!).
Cavour ferma la sua azione e demanda alle generazioni successive il completamento della eventuale unificazione della penisola.

I democratici riprendono l'azione rivoluzionaria e organizzano la spedizione dei Mille per la liberazione del Sud dai Borboni (e del Centro dal Papa).

  • 4-5 maggio 1860: partenza da Quarto (Genova)
  • 11 maggio: sbarco a Marsala
  • 15 maggio: battaglia di Calatafimi
  • 27 maggio-6 giugno: liberazione di Palermo
  • 27 luglio: arrivo a Messina
  • 19 agosto: approdo in Calabria
  • 2 settembre: arrivo in Basilicata
  • 7 settembre: liberazione di Napoli

Cavour e i moderati si rendono conto del successo dei democratici e temono:

  • che Garibaldi prosegua la sua marcia verso Roma, liberando anche il Centro Italia
  • che il Papa chiami Napoleone III e l'Austria a difesa dei territori dello Stato della Chiesa, provocando una guerra internazionale (anche contro i Savoia)
  • che nel Centro-Sud si formi uno Stato democratico

Per questo rompono gli indugi e organizzano una spedizione che attraversa Marche, Umbria e Abruzzo (causando l'annessione di questi territori) e giungono in Campania

Il Papa si oppone alla nuova situazione e non riconosce lo Stato italiano (eletto come papa "riformista", è diventato conservatore e ora si mostra praticamente "reazionario")

La possibile guerra civile è evitata dalla sottomissione di Garibaldi a Vittorio Emanuele II durante l'incontro a Teano avvenuto il 26 ottobre 1860 ("Obbedisco").

I plebisciti indetti in tutti i territori stabiliscono l'annessione al Piemonte.

Al Papa viene lasciato grosso modo il territorio corrispondente all'attuale Lazio.

Il 17 marzo 1861 il Parlamento italiano, riunito nella prima seduta, proclama il Regno d'Italia e Vittorio Emanuele II re d'Italia.

Attenzione: Vittorio Emanuele doveva chiamarsi più correttamente "Vittorio Emanuele I" e non II. Infatti era il secondo re del regno sabaudo, ma era il primo re d'Italia. Ma poiché tutti gli abitanti avevano chiesto l'annessione dei propri territori, Vittorio Emanuele ritiene che il regno dei Savoia si sia semplicemente ingrandito... Questo causerà anche vivaci proteste contro i Savoia, che saranno accusati di aver "conquistato" l'Italia (vedi il "brigantaggio" nel Sud Italia).

Quali risultati ottengono?
Si oppongono all'Unità d'Italia. Non contribuiscono direttamente all'Unità d'Italia. Una volta raggiunta l'Unità d'Italia, vogliono mantenere immutata la situazione politico-sociale precedente in tutti i territori del nuovo Regno.

In modo diretto e voluto, riescono a unificare Piemonte e Lombardia.

In modo indiretto, aggregano Emilia e Toscana.

In modo forzoso, unificano Marche, Umbria e Sud Italia.

Riescono a liberare l'intero Sud Italia dai Borboni (anche se poi cederanno l'intero territorio nelle mani di Vittorio Emanuele II).

Una dovuta osservazione: chi ha realizzato l'Unità d'Italia?

Lo scopo di questa tabella è molto semplice: osservare quali sono le componenti politiche che hanno contribuito alla realizzazione dell'Unità d'Italia.

La conclusione è semplice: l'Italia è diventata un'unica nazione grazie al contributo di diverse componenti politiche (conservatori, liberali, rivoluzionari) e di vari apporti sociali (aristocratici, borghesi, popolari, contadini...). Ognuno ha cercato di difendere i propri interessi e raggiungere i propri obiettivi, ma l'insieme delle azioni ha avuto conseguenze del tutto inaspettate per tutti.

D'altro canto, possiamo anche dire che il processo unitario è stato poco intenzionale: nessuno ha avuto la chiara intenzione di raggiungere l'Unità dell'Italia intera. Molti l'avevano sognata e teorizzata, ma nello svolgimento degli eventi pochi pensavano che stavano davvero realizzando l'Unità.

Tutto questo è importante per capire gli eventi successivi al 1861 e anche contemporanei. Ma ne parleremo in altri articoli.