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Nazionalismo: schema

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Tags: Nazionalismo | nazione | Restaurazione | storia italiana | unità italiana | unità nazionale

Definizione

Nazionalismo deriva da "nazione". Come tutti i nomi che terminano in -ismo, esprime l'esaltazione del concetto dal cui nome deriva. In particolare, per "nazionalismo" si intende il movimento politico o ideologico che intende esaltare la "nazione" (ossia il popolo di cui si fa parte) a discapito di altri popoli. L'obiettivo dei nazionalisti è duplice:

 
  1. nel caso in cui non sia stata raggiunta l'autonomia politica, si intende combattere contro il popolo oppressore che occupa il proprio territorio per costituire un nuovo Stato, libero e autonomo;
  2. nel caso sia stata raggiunta l'autonomia politica, si intende esaltare il proprio Stato per mostrare agli altri popoli e Stati la propria forza culturale, industriale, militare. In questo senso, il nazionalismo sarà alla base di molte delle guerre che saranno combattute dal 1850 ad oggi.
 
Tempi

Il nazionalismo può essere ravvisato in varie epoche storiche, tuttavia con esso si intende soprattutto il movimento che riguarda la storia contemporanea, all'incirca dalla Restaurazione (1814), ma soprattutto dal 1870 in poi.

Luoghi

Il nazionalismo si afferma ove un popolo si sente oppresso. I primi popoli ad affermare l'idea di nazione sono stati quelli dell'America Latina, che hanno raggiunto l'autonomia e l'indipendenza tra il 1820 e il 1830 circa.

Successivamente, il nazionalismo ha preso piede in Europa tra i popoli non ancora liberi inclusi negli Imperi centrali (quello austriaco in particolare, ma anche quello ottomano).

Nel 1900 il nazionalismo coinvolgerà anche l'impero russo e, attraverso il processo della decolonizzazione, si estenderà all'Africa e all'Asia.

Personalità

Ogni popolo dà origine a un elenco di "patrioti" che hanno contribuito o contribuiscono all'indipendenza e all'affermazione della propria autonomia.

Inquadramento del problema (origine e cause)

L'idea di "nazione", in senso moderno, si afferma con la Rivoluzione francese (1789), che ne esporta l'idea in tutta l'Europa.

Secondo i rivoluzionari, due sono i capisaldi di una nazione:

  1. la  (contro i privilegi gerarchici e il potere dispotico dell'Antico regime);

    sovranità popolare
  2. l'omogeneità etnico-culturale (come fondamento dello Stato e dei suoi confini territoriali).
Contesto in cui si sviluppa

La Rivoluzione Francese e l'impero Napoleonico esportano il concetto di "nazione" in Europa. I principi di "libertà", "uguaglianza", "fraternità" vengono assimilati dai popoli europei che saggiano la liberazione dai vecchi regimi e sperimentano le novità introdotte dai francesi (crisi dell'Antico Regime, fine del feudalesimo, primi effetti del Codice Civile, ecc.). E' ovvio che gli equilibri sociali e politici si modificano lentamente, ma la percezione è di una maggiore libertà. La rottura di questo equilibrio con la Restaurazione e con il ritorno delle vecchie gerarchie e delle vecchie norme, anzi, il regime di polizia e di estremo controllo ultraconservatore provocano l'organizzazione di varie rivolte e rivoluzioni, fomentate anche da associazioni segrete. La lotta per ottenere maggiori diritti civili, economici, sociali diventerà sempre più una lotta per l'autonomia e per l'indipendenza.

Evoluzione del problema

I due capisaldi elencati in "Inquadramento del problema" agiscono in modo differente nel tempo. Con la Rivoluzione Francese si afferma soprattutto il primo; con la Restaurazione si diffonde il secondo; a partire dalle rivoluzioni del 1848 si combinano entrambe e danno origine alla costruzione degli Stati-nazione.

Dalla fine del 1800, in combinazione con l'Imperialismo e con la Grande Depressione, il Nazionalismo si orienta verso l'ideologia del primato e della potenza della nazione, anche in senso antidemocratico ed aggressivo verso altre nazioni. In questo senso, il nazionalismo sarà alla base della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

Tra il 1918 e il 1948 il nazionalismo è trionfante in Europa: le due Guerre Mondiali modificano profondamente il panorama politico del continente (basta confrontare tre carte geografiche, una del 1914, una del 1919 e una del 1946).

Cause dell'evoluzione

Le cause della diffusione del nazionalismo e della sua affermazione sono insite nelle idee originarie (vedi sopra). I grandi imperi territoriali del 1800 (Impero Austriaco, Impero Russo, Sacro Romano Impero Germanico, Impero Turco) si rivelano sempre più fragili e incapaci di governare i problemi del territorio. Lo sviluppo industriale, inoltre, amplifica le differenze e spinge ogni popolo alla ricerca di nuove soluzioni.

Gli imperi saranno dunque sottoposti alle sollecitazioni particolaristiche e autonomistiche. La Prima Guerra Mondiale è, in fondo, una guerra tra gli Imperi e negli Imperi, tra "nazionalisti" e "imperialisti". Il crollo degli imperi lascerà un vuoto, colmato dalla nascita di moltissimi Stati (in Europa orientale). Tali Stati tuttavia sono deboli e soprattutto contengono al loro interno forti minoranze di altre nazioni: questo porterà ad altre rivendicazioni nazionaliste, all'affermazione del razzismo, di movimenti antidemocratici (Fascismo, Nazismo, Comunismo) e quindi alla Seconda Guerra Mondiale.

Cause della fine

Gli effetti disastrosi della Prima Guerra Mondiale, della crisi economica del 1929 (amplificata dagli egoismi e dal protezionismo adottato da ogni Stato) e soprattutto della Seconda Guerra Mondiale porteranno alla crisi del nazionalismo. Il processo di frantumazione si arresta, bloccato anche dalla Guerra Fredda e dal pericolo nucleare.

Al contrario, nasce un movimento contrario a quello nazionalista che ricerca l'unificazione in organismi sovranazionali. E' il caso della nascita dell'ONU (1945) e della CEE (1957), ad esempio.

Permanenze successive

Il nazionalismo è oggi più che mai presente in alcuni aspetti: protezionismo economico, razzismo, rivendicazioni territoriali o di diritti non rispettati nel passato, integralismo islamico.

Cambiamenti successivi

Non è chiaro, oggi, se il nazionalismo è ancora in via di sviluppo o in crisi. La caduta del Comunismo ha determinato l'affermazione di nuovi Stati (quelli baltici, in realtà già nati nel 1919, e quelli della ex-Yugoslavia) e le rivendicazioni di altri popoli (kosovari, curdi, baschi, irlandesi, "padani"...).

Ancora la caduta del Comunismo è all'origine della liberazione di energie nel Medio ed Estremo Oriente, con l'affermazione di minoranze integraliste islamiche, che prendono il potere nei propri Stati oppure ricercano l'affermazione nel mondo con azioni eclatanti (vedi "terrorismo islamico").

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