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Il totalitarismo

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Tags: Comunismo | Fascismo | Nazismo | totalitarismo

 

L'articolo è pubblicato secondo questo schema: Schematizzare un problema/processo storico

Definizione e origine

“Sistema politico autoritario, in cui tutti i poteri sono concentrati in un partito unico, nel suo capo o in un ristretto gruppo dirigente, che tende a dominare e controllare l’intera società grazie a una ideologia ufficiale imposta attraverso il monopolio dei mezzi di comunicazione, a un controllo centralizzato dell’economia e alla repressione poliziesca, ma che cerca anche di mobilitare i cittadini attraverso proprie organizzazioni di massa. Il termine si è affermato dagli anni ’30 del Novecento per definire i regimi e gli stati che, contrariamente a quelli democratici o liberali, esercitano un potere «totale» (il t. nazista o hitleriano, il t. fascista, il t. staliniano, ecc.). Si distingue dai regimi autoritarî tradizionali, nei quali è assente la sistematica mobilitazione delle masse e l’identificazione fra stato e società e per i quali si usano i termini di assolutismo, oligarchia,dittatura, tirannia, ecc. Secondo alcuni si distingue inoltre dai regimi autoritarî di massa caratterizzati da un minore controllo e da una minore repressione.” (Treccani)

Tempi

Russia: 1917-1991

Italia: 1922-1943

Germania: 1933-1945

Luoghi

Il totalitarismo si afferma direttamente nei Paesi qui a sinistra, ma le metodologie si diffondono in molte parti del mondo (Giappone, Europa orientale).

Personalità

Russia: Lenin e poi Stalin. Italia: Mussolini. Germania: Hitler.

Inquadramento del problema

Il concetto di totalitarismo è stato studiato in particolare dalla studiosa Hanna Arendt nel testo “Le origini del totalitarismo”, pubblicato nel 1951. Qui non si vuole sintetizzare il contenuto di un testo così difficile per tredicenni o quattordicenni, tuttavia si vuole evidenziare che il totalitarismo è stato studiato ed esaminato da subito ed in modo approfondito. Tante le domande: perché si sono sviluppati Comunismo, Fascismo e Nazismo? Come? Grazie a quali contributi? Possiamo evitare che di nuovo si ripetano tali movimenti e i fatti conseguenti?

Contesto in cui si sviluppa

Il totalitarismo si afferma in ognuno dei Paesi citati a seguito della Prima Guerra Mondiale, ma con germi che hanno origine nell’Ottocento.

  • La Prima Guerra Mondiale, infatti, provoca il crollo degli imperi centrali, e questo, comprensibilmente, provoca la crisi economica e politica della Germania, che convoglierà le proprie energie verso il Nazismo, teso a riaffermare la potenza e la forza tedesca contro le Potenze europee e contro quelli che erano ritenuti i “nemici occulti” (gli ebrei e le organizzazioni internazionali).

  • La stessa Prima Guerra Mondiale provoca il crollo dell’impero zarista e l’affermazione delle forze socialiste e comuniste, che prendono il controllo dello Stato e vogliono affermare una nuova società.
  • L’Italia, invece, pur essendo Paese vincitore della Guerra, subisce comunque le conseguenze negative dal punto di vista economico e sociale, e in più, politicamente, non riceve i territori promessi prima della Guerra. La paura di una rivoluzione comunista porta quindi all’affermazione del Fascismo.

I germi ottocenteschi si ritrovano nella recente unificazione della Germania e dell’Italia o nell’arretratezza economica e sociale della Russia, ancora allo stato feudale. Considerevole il contributo della Grande Depressione e dello sviluppo economico tra fine Ottocento e Novecento, così come importanti sono i movimenti culturali irrazionali basati sulla violenza, sulla forza e sul razzismo che si diffondono a partire dal 1870 circa (più o meno in coincidenza con il Nazionalismo e l’Imperialismo).

Evoluzione del problema

Fascismo (in Italia) e Nazismo (in Germania), anche se sviluppatisi in un tempo piuttosto breve, hanno comunque subito una evoluzione. Il Fascismo va incontro ad una “borghesizzazione” e poi ad una stretta mortale con il Nazismo (che lo trasformerà in movimento razzista); il Nazismo diventerà sempre più intransigente; il Comunismo conosce forme alterne, a seconda delle condizioni economiche, politiche, internazionali: dalle “purghe staliniane” (si presume che abbiano causato 50 milioni di morti) al XX congresso del PCUS (1956: condanna dello stalinismo), l’URSS ha cambiato più volte linea politica senza mai rinnegare il passato.

Cause dell'evoluzione

I regimi totalitari si evolvono soprattutto a causa delle crisi interne ed internazionali, in particolare in conseguenza della Crisi economica degli anni 1929-1932. Tuttavia, non è possibile qui una sintesi chiara, pertanto se ne parlerà oltre.

Cause della fine

I totalitarismi sono terminati in Italia e in Germania poiché hanno causato la Seconda Guerra Mondiale, vinta dagli Alleati antinazisti e antifascisti. Il Comunismo invece è crollato poiché non ha saputo realizzare il suo programma ed è rimasto in conflitto continuo con il Liberismo, che si è dimostrato (forse?) il vincitore del duello.

Permanenze successive

La permanenza più atroce del Nazismo è la conseguenza del genocidio degli Ebrei, perpetrato dai Nazisti e reso possibile anche dal consenso fascista. Altre permanenze, più sotterranee, sono l’antisionismo, il razzismo, l’atteggiamento negativo verso le culture diverse rispetto a quelle di un territorio, la visione totalizzante dello Stato contro la libertà dell’individuo, la forzosa e forzata “laicità” dello Stato contro la tradizione religiosa, la creazione di una “religione di Stato”. Le permanenze del Comunismo devono essere ancora “metabolizzate” per via della vicinanza cronologica del crollo comunista.

Cambiamenti successivi

Negli ultimi trent’anni si assiste alla lenta formazione e affermazione di movimenti e di partiti “neofascisti” e “neonazisti” in molti Stati occidentali. A che cosa è dovuto questo fenomeno? Forse all’ignoranza delle giovani generazioni, che non hanno conosciuto i totalitarismi e che ne hanno mitizzato i fondatori. Ciò però è anche dovuta all’attuale crisi delle democrazie…

Circa il Comunismo, poiché è crollato da poco, non ha ancora avuto lo stesso movimento di “rifondazione”. Il crollo del comunismo, infatti, non è stato dovuto a conseguenze irreparabili (la Seconda Guerra Mondiale), ma ad un crollo interno. Pertanto, la discussione sugli aspetti negativi del Comunismo non si è sviluppata, oppure non si è estesa agli strati maggioritari della popolazione. Pertanto, in molti stati ancora esistono partiti e movimenti politici che apertamente si richiamano all’ideologia comunista, senza che si mettano in discussione gli aspetti negativi di tale ideologia.