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Organizzazione del lavoro

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Tags: confronto | Prima Rivoluzione Industriale | rivoluzioni industriali | Seconda Rivoluzione Industrial | storia economica | Terza Rivoluzione Industriale

Nel mondo preindustriale, il lavoro si svolge prevalentemente in campagna: gli uomini lavorano nei campi, le donne lavorano in casa o nel villaggio (producono manufatti di diverso tipo). In città, generalmente, avviene il processo di vendita, soprattutto durante i mercati o le fiere.

Nella I Rivoluzione Industriale si passa dall'industria a domicilio all'affermazione della fabbrica, in genere medio-piccola. Le caratteristiche principali di queste imprese sono le piccole dimensioni, il controllo diretto del proprietario, la modestia dei capitali a disposizione. Nascono due nuove figure sociali: l'imprenditore e l'operaio.

Nella II Rivoluzione Industriale si diffonde la grande impresa, la cui organizzazione del lavoro è basata sul modello "fordista" (o taylorista), pensato per produrre in poco tempo grandi quantità di uno stesso identico prodotto (prima le automobili, poi anche tutto il resto). Per ottenere questi risultati, si afferma la catena di montaggio: ogni operaio svolge sempre lo stesso lavoro, in modo da specializzarsi e da produrre sempre meglio e sempre di più. Perciò, la struttura delle aziende è sempre uguale e rigida: in alto i dirigenti, in mezzo i tecnici e gli impiegati, in basso gli operai.

Nella III Rivoluzione Industriale prende sempre più piede la grande impresa delocalizzata o multinazionale. Essa non produce più un singolo oggetto (ad esempio l'auto), ma si occupa di tutto (parti meccaniche, pneumatici, carburante, vendita, assistenza...) ed è distribuita in più parti nel mondo. Il modello fordista viene abbandonato a favore del modello "Toyota": il cliente non vuole più un'auto (o un prodotto) uguale a quella degli altri, ma personalizzata. Perciò la Toyota ha abbandonato la struttura gerarchica e ha messo insieme operai, tecnici e dirigenti, in modo che insieme, grazie anche alla tecnologia, creino un prodotto di qualità e non standardizzato. Inoltre, assistiamo anche ad una graduale crescita del settore dei servizi (terziario) a scapito di quello secondario: è l'era informatico-telematica che, a partire dagli anni '70, vede nascere un nuovo settore, quello dei servizi direttivi e delle applicazioni tecnologiche (quaternario). Con il telelavoro, ora è di nuovo possibile l'occupazione a domicilio.